Queste meditazioni bibliche mensili sono proposte per sostenere una ricerca di Dio nel silenzio e nella preghiera, anche nella vita quotidiana. Si tratta di prendere un’ora per leggere in silenzio il testo biblico suggerito, accompagnato dal breve commento e dalle domande. Ci si riunisce poi in piccoli gruppi, da 3 a 10 persone, a casa di uno dei partecipanti o in chiesa, per un breve scambio su ciò che ognuno ha scoperto, con eventualmente un momento di preghiera.

 

 

 

2019

Gennaio

Tito 3, 4-7: Dio, amico degli umani
Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna. (Tito 3,4-7)

In questo passo fatto di una sola frase greca, letto durante la liturgia di Natale, san Paolo ci offre un riassunto coinvolgente del messaggio cristiano. Tutto incomincia con l’evocazione di un Dio buono o benevolo (in greco, chrêstos).

Questa parola, nell’Antico Testamento, non è semplicemente un termine banale o l’espressione di una verità generale. Applicata a Dio, si riferisce al fatto che egli è sempre lì per il suo popolo, come lo si vede per esempio nei due lunghi salmi che elencano tutte le azioni con le quali Dio salva i suoi da situazioni impossibili nelle quali fuorviano, salmi entrambi introdotti da queste parole: “Rendete grazie al Signore, perché è buono, perché il suo amore è per sempre” (Sal. 106,1; 107,1). Questo Dio buono dà dunque prova di philanthrôpia, tradotta letteralmente in questi salmi con “amore [d’amicizia] per gli uomini”.

Con la venuta di Gesù Cristo, diventa certo che la bontà di Dio si estende a tutti senza eccezione. La Buona Novella annunciata e vissuta da Gesù è essenzialmente la proclamazione di una salvezza universale. Ma da cosa dobbiamo essere salvati? In una parola: dalle conseguenza di una vita non autentica, dalle scelte errate che portano solo a strade senza uscita e alla disperazione.

Poi, nella lettera a Tito, l’apostolo precisa che questa salvezza è assolutamente gratuita, non può essere meritata dal nostro comportamento. È un gesto di misericordia che bisogna semplicemente accogliere. Consiste, più precisamente, nel dono dello Spirito stesso di Dio, che ci trasforma dall’interno. E la nostra accoglienza di questo dono si realizza con il “sì” del battesimo, che Paolo descrive come un bagno che ci fa rinascere per entrare in un’esistenza nuova (vedi Giovanni 3,3-8). Essere cristiano, non è in primo luogo seguire i precetti di una nuova religione, è lasciare che la bontà e la misericordia divine facciano di noi delle donne e degli uomini di bontà e misericordia

Attraverso questa salvezza gratuita di Dio, realizzata da Cristo, Dio ci giustifica, cioè ci fa entrare in una comunione di vita con lui. Se siamo già introdotti in questa comunione dal nostro battesimo, non è tuttavia una realtà statica. La relazione con Dio possiede una dimensione di speranza, la comunione cresce fino a quando entriamo in tutta la pienezza di Dio, come dei figli che, alla fine, ereditano tutto ciò che appartiene ai loro genitori. In poche parole, questo testo ci apre a delle prospettive più vaste dell’universo.

- Nella situazione del mondo attuale, è realista credere in un Dio di bontà e misericordia? Sì, perché o no, perché? Quali segni di questa bontà vediamo attorno a noi?

- Posso credere che Dio mi ama senza preliminari e senza condizioni? Quali sarebbero le conseguenze di questa convinzione per la mia vita?

- Se ho ricevuto il battesimo, che significa per me? Come vederlo non solo come un evento del passato, ma come una dimensione permanente della mia esistenza?